Prime impressioni

Sono bastati dieci giorni di ritiro e tre amichevoli per trovare interessanti spunti di discussione sulla prima stagione di Allegri sulla panchina rossonera. Il primo aspetto che si è evidenziato riguarda l’intensità e la pesantezza degli allenamenti.
Allegri ha imposto da subito doppi allenamenti, mettendo a dura prova la resistenza di giocatori poco abituati a simili carichi di lavoro. Ha colpito anche la sicurezza e l’autorità con le quali l’allenatore livornese ha assunto la leadership del gruppo e messo bene in chiaro quali siano le gerarchie.

Ritengo inutile commentare l’amichevole di Varese giocata a soli cinque giorni dal raduno; qualcosa di interessante, invece, è emerso nelle due partite giocate a Londra nel giro di 24 ore.
Si sono visti due diversi moduli di gioco, adottati in base alle caratteristiche degli uomini utilizzati.
Nella partita contro l’Arsenal si è visto un 4-4-2 in fase di non possesso, con Abate che, in fase offensiva, doveva salire sulla linea degli attaccanti opposto ad un Pato leggermente defilato sulla sinistra.
Nella seconda partita giocata contro il Lione, si è rivisto il 4-3-1-2 con il giovanissimo Merkel di raccordo tra centrocampo e attacco.
E’ un pò presto per parlarne, ma queste variazioni tattiche possono indicare una precisa attenzione di Allegri nel disporre la squadra in campo a seconda delle caratteristiche dei giocatori utilizzati … una delle “mancanze” di Leonardo lo scorso anno.

Per quanto sia ancora presto per dare valutazioni, qualche parola sui singoli la si può spendere.
Mi hanno colpito favorevolmente le prestazioni di Seedorf in zona Pirlo. Al di là dell’ottima gara disputata contro l’Arsenal e di quella buona contro il Lione, un leggero appannamento è inevitabile giocando due partite in meno di 24 ore, Seedorf ha dato la sensazione di essersi calato nel ruolo con molta convinzione, ulteriore indizio della capacità di Allegri nell’ottenere attenzione e applicazione dai suoi giocatori.
In teoria, la possibilità di alternare due giocatori come Pirlo e Seedorf in un ruolo tanto delicato, e, di conseguenza, poter disporre di un regista sempre fresco e ben allenato, può rivelarsi un bel vantaggio.

Nelle due partite è stato possibile anche vedere il nuovo acquisto Sokratis impegnato prima da terzino destro e poi da centrale.
Se l’acquisto del greco è stato deciso in ottica terzino, la sensazione è che si sia, in realtà, rimpolpato il reparto dei centrali, e che la questione terzini continui ad essere un problema irrisolto.
Jankulovsky sembra finito fuori rosa, Oddo … lo abbiamo visto tutti, Zambrotta può dare una mano di tanto in tanto, Abate pare reinserito stabilmente nel gruppo dei centrocampisti.
L’unico terzino veramente affidabile è Antonini, e Sokratis, come detto, al momento sembra più un centrale.

Tornando a centrocampo, ottimo l’approccio alla stagione di Flamini che possiede la capacità di inserimento che Allegri chiede ai suoi centrocampisti.
Qualche buona notizia arriva anche dai giovani aggregati per il torneo londinese.
Ha destato un’ottima impressione il diciottenne Merkel (che qualcuno ha già ribattezzato “il Cancelliere”), dotato di personalità, qualità tecniche e ottimo dinamismo.

Per concludere, la prima sensazione dopo questo scorcio di preparazione è che Allegri stia facendo un buon lavoro, e che, al contrario di quanto si temeva, abbia sufficiente personalità per governare e farsi seguire dalla squadra.
Alla società spetta il compito di supportarlo adeguatamente mettendogli a disposizione tutti gli strumenti necessari alla realizzazione del suo progetto.

Massimo Fontana
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