Dilemma : Abbiati o Amelia?
Scritto da Gianpiero Sabato   
Giovedì 19 Agosto 2010


Forse non se lo aspettava nessuno (o quasi), ma il precampionato rossonero sta proponendo a Max Allegri un “problema” non di poco conto: chi scegliere come titolare tra Christian Abbiati e Marco Amelia!

Da quando il tecnico livornese ha messo piede a Milanello, è cominciata la ridda delle discussioni sul tipo di modulo (e conseguenti varianti) che avrebbe scelto, sulla compatibilità tra il nuovo sistema di gioco e gli uomini a disposizione, su quali giocatori puntare per interpretarlo e quali potessero essere i rinforzi giusti.

E’ passato così in secondo piano un aspetto che avevamo dato per scontato e che invece il campo sta prepotentemente proponendo. E’ indubbio che alla partenza di Dida prima e di Storari dopo, abbiamo pensato che la gerarchia dei portieri fosse abbastanza definita, con Abbiati numero 1, Amelia a fargli da riserva e con Roma nel ruolo che fu di Valerio Fiori (eterno terzo portiere).

Diciamo che dopo le amichevoli fin qui disputate la graduatoria è rimasta pressoché invariata, ma le prestazioni dei due portieri qualche dubbio lo stanno facendo venire sul serio, tanto che le fila del partito di quelli che vorrebbero il ragazzo di Frascati titolare dal primo minuto si stanno ingrossando.

Abbiati è partito alla grande, sfoderando parate decisive e prestazioni di ottimo livello sia a Varese (nonostante i due gol subiti certamente non per colpa sua), sia nella prima gara dell’Emirates Cup contro l’Arsenal (da applausi un doppio intervento nel finale a salvare il risultato).

Nessun problema quindi, se non fosse che Marco Amelia ha deciso di raccogliere il guanto di sfida e di mettere in serie difficoltà lo staff tecnico, ribadendo parata su parata che lui a fare passivamente il dodicesimo non ci sta proprio: ottime le prestazioni tutte le volte che è stato chiamato in causa, addirittura da urlo quella contro la Juventus nel trofeo Tim di qualche giorno fa.

E’ proprio dopo la trasferta in terra pugliese che è scattato il dilemma, tenendo conto anche di diverse variabili.

Ai guantoni di Christian sono legati almeno un paio di trionfi della nostra storia (Perugia 1999 ed euro derby di ritorno del 2003 su tutti), e soprattutto la capacità di riconquistare la unanime fiducia di tutto l’ambiente milanista quando sembrava impossibile.

Chi non si ricorda con quale scetticismo fu accolto nell’estate del 2008 di ritorno dall’esperienza con l’Atletico Madrid?

Gli venne vomitato addosso di tutto, dal fatto che durante l’esperienza juventina avesse partecipato “attivamente” al coro dei tifosi bianconeri che “chi non salta è rossonero”, al presunto fatto che fosse stato più volte individuato nella curva interista durante le gare di campionato degli odiati cugini.

Qualcuno addirittura lo accusava del fatto che il rifiuto di trasferirsi al Palermo avesse impedito l’approdo in rossonero del presunto (..molto presunto…) fenomeno francesino Lloris (che Dio ce ne scampi!!!).

Proprio lì Abbiati ci ha conquistato: in silenzio, con il lavoro in allenamento, con una grande determinazione ed una convinzione quasi sconosciuta ha dimostrato a tutti di che pasta è fatto, sfoderando la stagione migliore della sua carriera e, soprattutto, portando tutti i tifosi (anche quelli più scettici) dalla sua parte.

Un dubbio latente e strisciante tuttavia resta: Abbiati dà il meglio di sé quando è tranquillo e quando gode della stima incondizionata del suo allenatore, mentre spesso ha dimostrato di soffrire la concorrenza di un compagno al suo livello.

La sua storia milanista sta lì a dimostrarlo, ed anche la stagione appena conclusa lo ha confermato, quando ha sofferto tremendamente la concorrenza di Storari prima (anche se lì era ancora in ripresa da un grave infortunio) e di Dida poi (nonostante il brasiliano fosse ormai giubilato da tutto l’ambiente, quando è stato bene Leo lo ha preferito a Christian). Qualcuno pensa che anche l’anagrafe dovrebbe essere presa in considerazione nella scelta: Abbaiati ha 5 anni più di Amelia ed ha già compiuto i 33.

Questo aspetto, tuttavia, per un portiere non è molto importante: spesso proprio dopo i 30 anni i portieri hanno dato il meglio di sé. Marco Amelia è un talento, è sembrato subito un predestinato e da diversi anni ormai è un protagonista del nostro calcio.

Campione d’Europa con l’Under 21 di Gentile (2004), ha esordito in Nazionale a 23 anni e nel 2006 è stato il terzo portiere della vincente spedizione azzurra dei Mondiali di Germania 2006 (è stato nel giro azzurro fino al giugno 2009 con la Confederation Cup).

La sua carriera, tuttavia, è stata contraddistinta da numerosi alti e bassi che ne hanno minato la continuità, dote per un portiere indispensabile. Questo aspetto e qualche difetto di relazionarsi con qualche allenatore hanno un pochino appannato le sue ultime due stagioni (Palermo e Genoa), ma nessuno ha mai messo in discussione le sue doti tecniche.

Ora a 28 anni gli si presenta la grande occasione della carriera, quella di approdare finalmente in una grande squadra (con tutto il rispetto per il Lecce, il Parma, il Livorno, il Palermo ed il Genoa) e di fare il definitivo salto di qualità che lo consacri ai grandi palcoscenici calcistici, anche internazionali.

Il momento è quello giusto, e Marco Amelia sembra proprio animato dalla voglia di cogliere fin da subito questa occasione, ha capito che questo è il treno giusto: deve convincere il Milan a riscattarlo a fine anno, che lui è l’uomo per l’oggi e per il futuro, e che la società rossonera “deve essere” il trampolino di lancio per la riconquista della maglia azzurra! Parliamoci chiaro, l’esperienza al Milan di quest’anno può decidere la sua carriera: o continuare a vivacchiare tra le squadre di seconda fascia per il resto della sua vita oppure svoltare definitivamente. Non c’è alternativa! Amelia deve calare il carico da 11, ed è per questo che ha deciso di cominciare sin da subito, sul campo, a creare un serio problema al suo allenatore.

Naturalmente per Allegri è un problema “piacevole” (fossero tutti così), mentre noi tifosi usciamo dall’estate delle incertezze generali con una certezza precisa: chiunque tra Abbiati ed Amelia sarà il titolare a guardia della porta, il Milan è in ottime mani!


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