Il Milan è primo, viva il Milan
Scritto da Guglielmo Mastroianni   
Giovedì 11 Nvembre 2010

Quasi resuscitati da tanta improvvisa grazia, a tre giorni dal derby, i tifosi possono finalmente gonfiare il petto.

Era non so nemmeno da quanto tempo che non capitava di presentarci all'appuntamento con la stracittadina da capolista solitaria.
Una circostanza che deve far riflettere.
Come deve far riflettere il livello assolutamente mediocre di questo campionato.

Se una squadra come il Cesena si prende il lusso di battere prima e seconda in classifica, qualcosa che non va ci deve essere.
L'Inter perde i pezzi per strada e si riscopre magicamente più umana.
La Juve campa tra clamorosi exploit e solenni delusioni.
La Roma riesce ad azzeccare due vittorie di fila, e sembra che abbia ammazzato il campionato.
La classifica che leggiamo oggi, diciamocelo chiaramente, sarebbe stata più consona dopo una o due giornate di campionato.
Invece la Lazio, capolista appena scalzata, ha fatto la lepre per diverse giornate.

La Lazio!
Con tutto il rispetto, ovviamente, e ci mancherebbe.
E poi c'è il Napoli, che prosegue nel suo onesto cammino, e che se il campionato finisse oggi andrebbe dritto in Champions League, senza passare dal via.
Ripeto, mediocrità, tanta.

Restando ai fatti di casa nostra, tra Bari e Palermo è suonato un campanellino mica da ridere, destinato a stravolgere tutti gli equilibri fin qui vigenti in casa rossonera: il Milan non è più la squadra del tic-toc, e del possesso palla.
Un centrocampo più energico, Seedorf a fare il fantasista, e di colpo riscopriamo il piacere della verticalizzazione immediata, del lancio lungo a cercare Ibra che la spizza o la addomestica per fare inserire un centrocampista.
Per carità, i limiti continuano ad esserci tutti.
Ma è un fatto che la squadra sembra soffrire di meno.
E non lasciamoci ingannare dall'eventuale pochezza degli avversari: il nostro centrocampo è andato in bambola contro campioni del calibro di Parolo e Giaccherini.
Un segnale che deve risultare indigesto soprattutto a un giocatore: quel Ronaldinho tanto amato dal presidente, quanto bistrattato da una cerchia sempre più importante di tifosi.
Capire se il Gaucho saprà accettare questo stato di cose, attendendo il momento migliore per dimostrare la sua imprescindibilità, è la nuova mission impossible di Allegri.

Sorvolo volutamente sull'ennesimo infortunio a Pato (quasi certa la sua assenza nel derby) e la solita nenia di una certa parte di stampa che soffia nel trombone per gli errori dell'arbitro Banti.
Se c'è una cosa che ho capito, in tanti anni di fedele e appassionata militanza rossonera, è che gli errori arbitrali sono tali e vergognosi solo quando sono a favore del Milan.
Quando sono contro, fanno solo parte del gioco, e una grande come il Milan non può attaccarsi a certe cose.
Sarà!
Intanto la grande è in vetta alla classifica, e mi sembra palese quanto questa cosa risulti molto indigesta a più di qualcuno
 
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