ieri, oggi, domani
Scritto da Massimo Fontana   
Sabato 20 Novembre 2010

Archiviata con sommo gaudio la pratica derby, è possibile fare un primo parziale bilancio di questa prima parte di stagione.
La situazione è in continuo divenire, ci sono ancora lavori in corso, l’evoluzione della squadra si sviluppa sotto i nostri occhi.
Guardando a ritroso il film della stagione si possono individuare due momenti importanti che hanno caratterizzato questa evoluzione e diviso questi primi mesi la in tre blocchi: il primo blocco composto dalle prime sei partite, il secondo dalle successive quattro, ed il terzo comprendente le ultime sei.

Nonostante i “suggerimenti” presidenziali del giorno del raduno, Allegri comincia la stagione impostando tatticamente la squadra secondo un 4-3-3 con Ronaldinho largo a sinistra e Pato, quando disponibile, dalla parte opposta.
L’asse portante della squadra è basato su alcuni titolari inamovibili, il turn-over entra in gioco solo per causa di forza maggiore.
Sostanzialmente nelle prime sei partite stagionali (tre vinte, due pareggiate e una persa), il 4-3-3 è composto da Abbiati in porta (100% di minuti giocati), Nesta (83%) e Thiago (75%) centrali e Antonini a sinistra (81%) in difesa.
A centrocampo Pirlo (100%) non salta neanche un minuto ed è affiancato da Seedorf (69%) e Boateng (67%) … un reparto mediano molto tecnico ma lento e poco dinamico.
In attacco i punti fissi sono Ronaldinho (90%) e Ibra (83%).
La squadra non convince, rumina un calcio troppo compassato, prende contropiede pericolosi con troppa facilità, segna poco (a parte il 4-0 dell’esordio), e incappa in un paio di risultati deludenti come la sconfitta di Cesena e il pari interno contro il Catania.
Il calendario molto favorevole non viene sfruttato a dovere.
L’ultima partita di questo primo blocco è Milan-Genoa 1-0 che precede la trasferta di Champions ad Amsterdam.

Nella partita contro l’Ajax, la prima del secondo blocco che si conclude a Madrid passando attraverso le vittorie su Parma e Chievo, Allegri apporta una modifica tattica: passa dal 4-3-3 al 4-3-1-2.
Il ruolo da trequartista lo inaugura Seedorf (con il Dinho in panchina), ma nelle tre partite successive dietro alle punte viene schierato il Gaucho, con l’olandese che torna nel trio di centrocampo.
La modifica tattica sembra promettente, ma i protagonisti non riescono ad interpretarla efficacemente.
Gattuso (88%), Pirlo (100%) e Seedorf (96%), Dinho (70%) e Ibra (100%) rappresentano l’ossatura della squadra in queste quattro partite tra centrocampo e attacco, con Robinho (54%) e Pato (46%) ad alternarsi nel ruolo di seconda punta. La difesa titolare è composta da Zambrotta (100%), Nesta (100%), Thiago (67%) e Antonini (95%).
La partita di Madrid rappresenta la seconda svolta stagionale.
Pare che negli spogliatoi del Bernabeu ci sia stato uno scambio di opinioni piuttosto acceso tra i giocatori, e che la dirigenza abbia deciso di lasciare mano libera all’allenatore “legittimandolo” nelle successive difficili scelte di lasciare in panchina pezzi da novanta come Seedorf e Ronaldinho.

In questa ultima serie di sei partite il brasiliano gioca solo i primi sessanta minuti di Milan-Real, Seedorf e Pirlo vanno tre volte in panchina per scelta tecnica il primo e per problemi fisici il secondo.
In seguito a questa mini rivoluzione vede la luce il centrocampo muscolare, Robinho e Seedorf si alternano sulla trequarti e il turn-over viene finalmente preso in considerazione dall’allenatore.
A centrocampo vengono utilizzati a rotazione tutti e cinque i giocatori a disposizione di Allegri: Gattuso (74%), Boateng (66%), Pirlo (60%), Ambrosini (53%) e Flamini (51%).
Seedorf (52%), come detto, si sposta stabilmente dietro le punte Ibrahimovic (97%, indispensabile), Pato (61%) e Robinho (58%). Sono solo sessanta (11%) i minuti giocati dal Dinho e da Inzaghi, ma sessanta minuti dal peso specifico decisamente diverso.
Novità anche in difesa: sulle fasce cala l’utilizzo di Antonini (41%) e cresce quello di Abate (71%), con Zambrotta (50%), Bonera (23%) e Oddo (14%) a completare il settore terzini.
In mezzo alla difesa oltre ai titolarissimi Nesta (83%) e Thiago (solo il 50% per qualche acciacco) si vede per la prima volta Yepes (33%) e viene riproposto Sokratis dopo la quarantena del post Cesena (33% anche per il greco).
Il risultato di tutte queste novità è un gioco più veloce e piacevole, il pressing viene portato nella trequarti avversaria con un aumento della pericolosità offensiva, si rivedono gli inserimenti senza palla, il centrocampo risulta più solido e la squadra, nel suo insieme, più corta e compatta.

In queste ultime sei partite si sono ottenute quattro vittorie, il pareggio subito all’ultimo minuto con il Real e la sconfitta un pò anomala con la Juventus.
A guardare solo i risultati, rispetto alle prime sei partite, abbiamo fatto solo due punti in più (13 contro 11), ma considerando la diversa difficoltà proposta dai due calendari, la differenza è sostanziale.
Mettendo a confronto i due blocchi elencando in ordine decrescente per difficoltà le partite che li compongono, questa differenza risulta molto evidente:

1) Milan-Auxerre contro Milan-Real
2) Lazio-Milan contro Inter-Milan
3) Milan-Genoa contro Milan-Juventus
4) Milan-Catania contro Napoli-Milan
5) Cesena-Milan contro Milan-Palermo
6) Milan-Lecce contro Bari-Milan

Il centrocampo composto dai tre mediani, che ha così favorevolmente impressionato, non può, comunque, diventare un dogma irrinunciabile, Pirlo (ancora out questa sera contro la Fiorentina) può e deve tornare utile, ma a patto che ai suoi fianchi vengano sempre schierati due mediani e che non torni ad essere l’unico inamovibile del reparto. Abbiamo “scoperto” che si può giocare anche senza Pirlo, e inserirlo nella rotazione del reparto può solo essere un vantaggio sia per il giocatore che per la squadra. Pirlo è il giocatore che permette di aumentare il tasso tecnico del centrocampo (qualità indispensabile in Europa), ma per fare la differenza deve essere in buone condizioni fisiche e non spremuto come un limone.
Capitolo Ronaldinho … la situazione di emergenza che si è venuta a creare nel reparto offensivo con gli infortuni occorsi ad Inzaghi e Pato rendono indispensabile il “recupero” del brasiliano.
La situazione è piuttosto delicata, il Gaucho non ha preso bene le ultime esclusioni, si è reso protagonista dell’ennesima “notte brava” dopo la trasferta con la nazionale, le prospettive tattiche derivanti dai propositi di Allegri di utilizzarlo come seconda punta, e la situazione contrattuale da definire sono tutti elementi di preoccupazione.
Questa sera si gioca Milan-Fiorentina, e il Dinho, inserito nella formazione di partenza, ha l’occasione di dare un segnale positivo … spero che colga questa opportunità, così come mi auguro che il Milan non renda in qualche modo vana la vittoria nel derby … la partita con la Viola va assolutamente vinta

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