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Scritto da Gianpiero Sabato   
Giovedì 18 Novembre 2010

L’ultima versione del Milan di Massimiliano Allegri (partita dalla trasferta di Bari) è qualcosa di inedito rispetto alla tradizione rossonera del passato.
Il centrocampo “muscolare” formato dai tre mediani è il fulcro di questo cambiamento, il connotato che rappresenta il più evidente punto di rottura col Milan dei tecnici precedenti.
Spesso certi tipi di intuizioni/cambi succedono per caso, dovuto a contingenze particolari che spingono a delle scelte che si rivelano azzeccate, che vengono riproposte e che fanno le fortune di una squadra.

La più clamorosa che mi viene in mente è la nascita del famoso 3-4-3 “zaccheroniano”, nato “fortuitamente” nel campionato 1996/97.
Al Delle Alpi si gioca Juventus-Udinese, e Zaccheroni allena i friulani.
Pronti e via, e al 3° minuto di gioco la squadra di 'Zac' è costretta a rimanere in dieci per l'espulsione di Genaux, terzino destro nel 4.4.2.
Ebbene, Zac non cambia, e rimane in campo con un inedito 3.4.2.
Risultato finale: Juventus-Udinese 0-3, e grande partita dei friulani.
Le domeniche successive Zaccheroni vara uno spumeggiante 3.4.3, proponendo un tridente composto da Poggi, Amoroso e Bierhoff.
Quel metodo fece le fortune di Zaccheroni, e se vogliamo anche del Milan, dato che nel 1999 il tecnico romagnolo riuscì nell’impresa di vincere coi rossoneri uno scudetto quanto meno inatteso.

Allegri è partito in questa stagione con il 4-3-3 con Pato e Ronaldinho larghi ed Ibra punta centrale, e con un centrocampo formato prevalentemente dal trio Gattuso- Pirlo-Seedorf per poi provare un 4-3-1-2 che prevedeva Dinho trequartista, prima di ritornare alle origini.
La gara di Bari, successiva alla doppietta Juve-Real, ha sancito la nascita del nuovo ed inedito Milan di Allegri: l’affaticamento ed il riposo di Pirlo, il recupero dopo un lungo stop di capitan Ambro e la squalifica di Boateng gli hanno consigliato il varo del Milan dei tre mediani Gattuso-Ambrosini-Flamini, con Seedorf a fare il trequartista e Pato (ora Robinho) ed Ibra davanti.
Altra mossa, il riposo “tecnico” di Ronaldinho.

Quel Milan “da battaglia” come d’incanto ha evidenziato subito due caratteristiche che il tecnico livornese va predicando da inizio stagione e che fino ad ora non si erano viste, e cioè un eccellente equilibrio tra i reparti ed una micidiale capacità di inserimento da parte dei centrocampisti in zona offensiva.
Tutto ciò favorito da una aggressività dei centrocampisti portata con un bel pressing molto alto finalizzato al recupero della palla e ad un veloce innesco degli uomini d’attacco.
La formula ha funzionato anche contro il Palermo (squadra temibile e che spesso abbiamo sofferto in passato) ed ha raggiunto il culmine nel derby.

Quello contro l’Inter era un test importantissimo: al di là del valore degli avversari, il Milan degli ultimi 2 anni aveva sistematicamente “sbagliato” tutte le gare che contavano, dimostrando una fragilità mentale prima ancora che tecnica.
Non è un caso che proprio questo Milan solido, aggressivo e determinato proposto da mister Allegri sia quello che finalmente ha sfatato questa sorta di tabù.
Bisogna ammetterlo: è la prima volta negli ultimi 5 anni che il Milan dà ai suoi tifosi la sensazione di essere una squadra da scudetto, capace di affiancare alla tecnica ed all’eleganza una solidità ed un “fisico” che sono prerogativa fondamentale per vincere un campionato come il nostro.
Chi scrive è da sempre un ronaldinhano convinto, ma non si può non riconoscere che la strada intrapresa da Allegri sia, attualmente, la più redditizia, anche se questa va a scapito di quella classe che piace tanto agli esteti del gioco: qui bisogna  pensare solo a vincere, a tutto il resto ci pensiamo poi. Si discute molto meglio di sfumature tattiche con un titolo già in tasca.

Tutto bello e tutto risolto?
Credo proprio di no, ed anzi il sospetto è che Allegri presto si troverà a dover affrontare un problema più grande di quello che gli ha permesso di arrivare alla attuale “quadratura” del cerchio.
Al di là della gestione del Gaucho, che però ha un maggior numero di alternative di impiego (largo a sinistra, seconda punta, trequartista), come la mettiamo con il recuperato Pirlo?
Chi gli deve cedere il posto?
E poi, possiamo pensare di impiegarlo anche in un ruolo diverso, per esempio come trequartista?
E chi ha il coraggio di dire al Professor Seedorf di questi tempi (e nel suo ruolo preferito da sempre) di accomodarsi in panchina?

Caro mister, a lei la palla.
Il livello della sua credibilità tra i tifosi rossoneri sta rapidamente salendo giorno dopo giorno, ci affidiamo alle sue competenze ed intuizioni per condurci verso quel successo che sembra alla nostra portata.

Per concludere, una citazione per Ignazio Abate.
Al di là della ingenuità di quella reazione che poteva costarci carissima, voglio sottolineare la splendida prestazione difensiva contro il miglior attaccante di questo primo scorcio di stagione, Samuel Eto’.
Dato che questa è il seguito di quella sfoderata contro Cristiano Ronaldo del Real, è la conferma che non può trattarsi di una pura e semplice casualità.
Visti i progressi rispetto alla passata stagione, bisogna riconoscere che anche in questo Allegri ha i suoi meriti, senza dimenticare quelli del Tasso!

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