il 12° uomo
Scritto da Massimo Reginali   
Giovedì 25 Novembre 2010

Ricordo...
un Old Trafford in aperta contestazione verso la propria dirigenza prima, durante l'intervallo ed a fine gara di un Manchester utd.-Milan ma esaurito in ogni ordine di posti e scatenato nel sostenere, a gara in corso, i propri beniamini...
una curva del Liverpool che, nonostante sotto di tre gol contro un Milan spettacolare, continuava a cantare il suo "You'll Never Walk Alone"...
un meraviglioso muro umano biancoverde al Celtic Park che, nonostante la eliminazione, tributava una standing ovation ai propri calciatori che uscivano dalla Champion League...
e potrei anche ricordare, in una torrida notte agostana con le ferie interrotte da un vile attacco calciopoliano, il nostro stadio stracolmo di gente per sostenere i rossoneri in un preliminare Champions...
Ecco cosa significa il 12° uomo!

Personalmente vedo i tifosi di una squadra come le mura di un castello.
Ponte levatoio abbassato mentre non si gioca... ponte levatoio alzato, cancello chiuso e tutti sulle mura con l'arco pronto per difendere la propria "fede"
Difesa senza se e senza ma!
Difesa ad oltranza verso e contro chi tenta di minare la forza di quelli che "combattono" per quella che ognuno di noi chiama "fede".

Fino a qualche anno fa, questa, era una peculiarità invidiata da tutti del tifo Milanista.
Ma oggi, è ancora così ?

Dopo anni di sofferenza (sorvoliamo sui motivi indotti) il Milan, quello che tutti noi chiamiamo "il nostro Milan", si ritrova in testa alla classifica nazionale con ben tre punti di vantaggio sulla seconda e ben nove sull' "odiata" Inter.
In Europa, anche se non capisco il perchè sembrano secoli, sono passati solo tre anni da importanti affermazioni ed in questa Champions League abbiamo appena staccato il biglietto per il passaggio agli ottavi con un turno di anticipo.
Eppure noi tifosi (il 12°uomo, le mura del castello) pare siamo più attratti dall'arte del distruggere, minare, non far credere che tutto è possibile ai nostri "eroi"
Dite di no?
Abbiati : ogni gol preso dal Milan... la colpa (data da noi tifosi) è sua, meglio Amelia
Oddo : si è arrivati sino alle pesanti offese nei suoi confronti ripagati, da parte sua, con una sontuosa prestazione a Napoli
Zambrotta : finito, bollito... vecchio!
Antonini : insipido, inesperto, non certo da Milan
Gattuso : finito, presuntuoso, meglio darlo via fino a che qualche fessacchiotto lo vuole
Seedorf : il "male assoluto" di questo Milan, il "cocco" dell'allenatore
Abate : va bene per una provinciale ma il Milan ha bisogno d'altro
Pirlo : quando non c'è lui il Milan vince, addormenta il gioco, palla al piede
Pato : vendiamolo! E' indisponente nella sua mancanza di agonismo, fischiato a più riprese a San Siro
Ronaldinho : più da circo che da squadra di calcio, non corre, non difende, inutile e dannoso orpello
Per non parlare poi di Milan Lab, di Allegri, di Galliani, di Berlusconi e della inutile e pretestuosa tesi "eh si ma è un Milan che non diverte, un Milan muscolare, un Milan che rinnega la sua filosofia di bel gioco"
...lo so, fa più rumore uno schiaffo di una carezza e chi ha bisogno di futile visibilità è "normale" che tenti di distinguersi per dare una ragione alla propria esistenza ma, etimologicamente parlando, possiamo chiamarli tifosi?

"I tifosi Milanisti, tra di loro, scorticano vivo il proprio giocatore ma, all'esterno, guai a chi lo tocca" così è sempre stato... ma è ancora così?
E' più importante sostenere quella che noi chiamiamo "fede" o uscire dal coro pur di dar forza a chi, di questa uscita, ne fa un'arma per affossare le certezze e la forza di una squadra che lotta per qualcosa di importante?
Che i media non ci amino mi sembra di una verità disarmante ma che noi tifosi rossoneri forniamo a questi media il propellente per affossarci mi sembra allucinante.
Ho sentito su Milan Channel (!) definire il Milan come una squadra da "terza categoria", leggo e sento da altre parti cose ben più pesanti sui calciatori sopracitati da parte di chi si professa milanista

Ritengo che, così come in tutte le cose della vita, ognuno ricopra un suo ruolo ben preciso nella sua famiglia, nel suo lavoro, nella sua associazione e che se tutti i pezzi di questo puzzle danno il meglio nel proprio campo, si può mirare a traguardi importanti.
Le squadre di calcio non sono diverse da tutto il resto : il Presidente faccia al meglio il Presidente, l'allenatore ed i calciatori altrettanto.
Il tifoso ? Faccia il tifoso. Faccia il 12° uomo.
La critica (costruttiva e non becera) lasciamola all'estate insieme ai desiderata ed alle lamentele.
Oggi siamo in ballo ed il dovere di ogni tifoso che si ritenga tale e che voglia interpretare appieno il proprio ruolo è quello di supportare i propri colori e difenderli da attacchi che fanno del bene a tutti meno che a quella che noi chiamiamo la "nostra fede".

Personalmente ho sempre detto, alla fine di una gara o di un torneo : "abbiamo vinto" o "abbiamo perso"
Non mi piace il "abbiamo vinto" ed il "hanno perso", non è da tifosi del Milan
Riappropriamoci della nostra speciale peculiarità inarrivabile per le altre tifoserie
Difendiamo con orgoglio il nostro DNA che, fortunatamente, non è fatto di sole vittorie ma che è pregno di spirito di appartenenza... nel bene e nel male!

Il triplete ? Cazzata se poi si rinnega tutto alle prime sconfitte o difficoltà
San Siro esaurito anche per una partita di Serie B?... ECCO, QUESTO, NON HA PREZZO!

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