Noi e gli esami

Noi e gli esami

E’ passato qualche giorno dal derby malamente perso domenica sera, e si è letto e sentito di tutto. Dall’invito a non drammatizzare, al timore di essere ripiombati nell’oscurità di qualche mese fa, quando i commenti erano improntati al pessimismo più assoluto. Sembra che di colpo sia tornato evidente il fatto che questa squadra abbia dei limiti, come se il filotto di risultati avesse cancellato magicamente i difetti di costruzione di questa rosa. Poteri del calcio.

Io penso che la verità sia nel mezzo, e che la situazione va guardata con la stessa leggerezza d’animo con cui ci siamo avvicinati al lavoro di Leonardo nel corso di questi mesi.

La situazione mi ricorda un po’ quella di uno studente universitario che ha preparato scrupolosamente un esame da dare in una prestabilita sessione e che una volta raggiunto l’obiettivo che si era posto (passare quel esame) decide di tentare, sulle ali dell’entusiasmo il colpo gobbo: preparare in pochi giorni un nuovo esame non preventivato e decidere di sostenerlo in quella stessa sessione, una sorta di “o la va, o la spacca. Tanto ho solo tutto da guadagnarci!”. Spesso quel esame non va bene, ma alla “bocciatura” lo studente impavido da il giusto peso. Niente può rovinargli il lavora fatto fin lì, anche perché quello che si era razionalmente ed oggettivamente prefisso è stato ottenuto.

Ecco, questa è un po’ la storia del Milan di Leonardo: una squadra che ha oggettivi limiti di costruzione, che con bravura e merito si è “regalata” una gara scudetto del tutto inattesa e che, ahimè, si è scontrato con la dura realtà dell’esame insuperabile. Tuttavia, non dobbiamo pensare che questa partita (per quanto importante e sentita) debba far dimenticare tutto quello che si è pian piano costruito, l’entusiasmo per lo spettacolo offerto e la sensazione di divertimento che abbiamo provato nel vedere il Milan scendere in campo. Qualcosa di buono si è fatto e si sta costruendo, e questa batosta non deve essere il colpo di vento che fa crollare il castello di carta, ma deve essere il punto di partenza e lo stimolo per convincersi che esiste una base solida e che bisogna muoversi in futuro (in estate) per migliorare e rafforzare questa squadra già buona. Questa squadra sa vincere e sa divertire, questa squadra ha una sua identità precisa, questa squadra sfrutta al meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione e sta costruendo una ossatura giovane e di belle speranze (Antonimi, Abate, Borriello, Thiago Silva, Pato, Flamini), questa squadra si avvale della classe di un giocatore ri-valorizzato come Ronaldinho. Insomma, questa squadra ha fatto 40 punti in un girone, è seconda in classifica, è negli ottavi di Champions, è in corsa in Coppa Italia ed ha vinto sia a Madrid che a Torino con la Juve (soddisfazioni non da poco). C’è da migliorarla, c’è da rafforzarla e da rinfrescare ulteriormente, ma non si può negare che stiamo andando oltre le previsioni della vigilia e che spesso ci sentiamo orgogliosi di questo Milan new-age!

Ed allora forza ragazzi, riprendiamo da dove eravamo rimasti, perché il Milan che è arrivato al derby ci era piaciuto un sacco! Magari ricominciamo proprio da stasera con l’Udinese, perché vincere fa sempre bene, anche se è “solo” Coppa Italia.

 

di Gianpiero Sabato
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