Scritto da Beatrice Sarti |
Mercoledì 20 Ottobre 2010
“Se guardiamo il lato positivo, forse poteva andare peggio perché poteva finire con una goleada per loro”, queste le parole, pronunciate nel dopopartita di ieri sera da Marco Amelia, che forse più rispecchiano il match dei rossoneri al Bernabeu.
Poteva finire con una goleada si, perché ad un certo momento della partita si è temuto anche questo.
Il Real Madrid attaccava, continuamente e spudoratamente, e il Milan subiva, subiva come se fosse impotente, come se gli spagnoli avessero non una marcia in più, ma molte di più. Hanno segnato subito, al 13’ e al 14’, fortunosi entrambi i gol, il primo un calcio di punizione di C. Ronaldo in cui si è aperta la barriera, il secondo un autogol di Bonera, ma la sensazione è che non sono stati solo aiutati dalla fortuna gli uomini, anzi i ragazzi di Mourinho, ma hanno avuto il pieno merito di vincere la partita.
Partita in cui forse il Milan non è mai sceso in campo realmente, è lo stesso Ibrahimovic a dirlo: “Questa sera non siamo scesi in campo con la giusta cattiveria”, nonostante il tentativo di reazione dopo il doppio vantaggio del Real.
Anche il tecnico Massimiliano Allegri lo ha sottolineato: “La serata è stata storta, soprattutto nel primo quarto d’ora non siamo scesi in campo con la giusta cattiveria per affrontare il Real Madrid. In modo particolare in fase di disimpegno. Una serata storta può capitare e ci ha permesso di capire che per essere competitivi bisogna esserlo anche a livello mentale”.
Una serata storta in ogni reparto, è mancata la difesa, il centrocampo e l’attacco, assente Pato, Ronaldinho e anche Ibrahimovic, nonostante qualche guizzo.
Quel che più sembra averci messo del suo per ravvivare la partita è stato Robinho, che entrato nel secondo tempo e sommerso dai fischi dei suoi ex tifosi, è stato protagonista di buone giocate.
Non c’è stato qualcuno che si è caricato la squadra sulle spalle e ha invitato i suoi compagni a reagire, per questo che loro sono sembrati nettamente superiori.
Anche Amelia lo ha ribadito: “Se giochiamo come sappiamo non siamo secondi a nessuno”, ieri sera i rossoneri non hanno giocato come sanno, non hanno incantato gli spettatori della Champions League, sono entrati in campo, con i piedi si, ma non con la testa.
Adesso il pensiero deve andare solo alla prossima partita contro il Napoli, e con la Juve, poi e solo poi al ritorno in casa con il Real Madrid, sperando chele cose vadano diversamente |
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