Storia di un impiegato nel maggio 2010

"Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...
"
Fabrizio De Andre'
 
L’articolo numero uno di ogni Costituzione è un po' il suo slogan. Racchiude o dovrebbe racchiudere tutto lo spirito e tutti gli ideali, tutte le speranze e tutte le aspettative di un popolo.
Il nostro articolo 1 recita così:
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
 
E il concerto del 1 maggio?
Ha ancora un senso?
Sia per i cantanti o per i comici che usano il palco di piazza San Giovanni per fare il loro show (e chissa' quanto vengono pagati),sia per il pubblico.
Migliaia di ragazzi precari, forse.
Boss dei sindacati?
Come mai questo paese sta andando a puttane?
Si chiamerebbe Concerto dei Lavoratori.
E' il concerto della disoccupazione,del precariato.
Ma si va li,si balla,si canta,ci si diverte.
Viviamo in un paese allucinante.
 
Non sono un economista, ma so di certo che il precariato è come un vampiro che ti succhia lentamente tutte le forze vitali, e alla fine non ti rimane più una sola goccia di dignità…..”
(Marco Patruno)
Ti sei osservato allo specchio.
Hai individuato un paio di capelli bianchi.
Alcuni giorni dopo, né hai scoperti altri.
Hai appena trent’anni e i tuoi genitori che ne hanno sessanta continuano ad avere molti capelli e nemmeno uno bianco.
E come se il tempo per te si fosse improvvisamente accelerato, un tuo giorno e’ come se corrisponde a circa sei mesi di un altro individuo.
In pochissimo tempo hai terminato il tuo ennesimo contratto di lavoro.
Tua moglie ha chiesto il divorzio dicendoti che aveva bisogno di essere felice e avere delle sicurezze e tanto meno potevi darle torto, le discussioni finanziare in famiglia erano diventate ormai l’ordine del giorno perché sai benissimo che i soldi danno la felicità.
Chi la pensa diversamente di solito di soldi ne ha molti.
Certamente se sapevi che le vicende della tua vita fossero andate così avresti chiesto esplicitamente al prete del tuo matrimonio di pronunciare la frase:
“…finche precariato non vi separi” .
Come si dice: patti chiari e amicizia lunga oppure non ti saresti proprio sposato.
Dopo circa un anno, ti sei rispecchiato per l’ennesima volta allo specchio.
E con grande sorpresa hai scoperto di essere invisibile.
Nemmeno un dito della mano, un occhio o un capello della testa apparivano allo specchio.
Eri diventato come una sorta di vampiro soltanto che non eri tu il vampiro, ma il precariato.
Ti sentivi prosciugato fino all’ultima goccia della tua dignità.
Eri stanco eppure non avevi fatto nulla tutto il giorno, ti sei stravaccato su una vecchia poltrona e hai aspettato che il nulla cullasse finalmente la tua anima.
Questa è stata la tua storia, bella, brutta, allegra, triste poco importa.
Di certo sarai una delle tante stelle che mai ammireremo e si perderà nel profondo universo dei nostri tempi 



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