
Nel mondo del calcio parlato... chiacchierato... esasperato, c’era chi, con la sua scherzosa ironia, era capace di sdrammatizzare ciò che altri incupivano e che sapeva riportare alle sue originarie dimensioni il gioco del calcio... un gioco appunto.
Chi riusciva a riderci sopra ed a far ridere e divertire chi lo ascoltava... ovvero... chi lo “sapeva” ascoltare, chi sapeva cogliere quel suo giusto messaggio di ridimensionamento, come a dire... parliamone... alziamo pure i toni... ma sempre con quel fare scherzoso che ne sappia alleggerire contorni e contenuti, per non abbruttire le emozioni che il calcio sa dare.
Maurizio Mosca... un personaggio a “tuttotondo” e fuori dagli schemi tradizionali, che non aveva paura di raccontare il suo pensiero, su tutto e tutti, genuino e sincero fino al limite... infatti sapeva suscitare grandi simpatie così come forti antipatie tra il pubblico, ma mai indifferenza... e questa è una capacità non da poco, perché vuol dire che, comunque, la gente di te si accorge.
Un predestinato dello scrivere sul serio, visto la famiglia di provenienza e la sua capacità letterale l’ha messa al servizio dello sport in primis (ha cominciato scrivendo di box e ciclismo) e del calcio poi, facendo del lavoro la sua ragione di vita.
La notizia della sua morte, appresa sabato mattina, mi ha provocato un sincero dispiacere che, confesso, mai avrei pensato di provare.
Nella mia mente sono passati i flashback delle sue apparizioni televisive, dei suoi tormentoni, dei suoi pendolini, delle sue bombe...
della sconfinata ammirazione che aveva per il padre... della tenerezza con cui parlava della madre... ed il sapere che ormai non avrei più ascoltato le sue simpatiche farneticanti competenti opinioni sul calcio... beh, devo dire e senza vergogna, che mi ha commosso.
Sono sempre stata convinta che dietro il Mosca televisivo, allegro e casinista, ci fosse il Maurizio persona, professionale ed umano e leggere le parole di chi l’ha conosciuto veramente ne è stata la conferma.
Peccato, anche se inevitabile, ascoltare qualche voce stonata fuori dal coro... non mi mancherà... perché non è vero.
Lui mancherà a questo grande teatro che è il calcio italiano, perché sapeva interpretarne le parti in ogni ruolo, con mille sfaccettature.
E per il congedo dal suo mondo… dal suo pubblico…
in questa vigilia di Pasqua... in questo sabato di campionato...
l’ultima bomba... la più fragorosa... mandata in onda da un “regista” supremo...
Non poteva essere diversamente... ma da oggi il mondo del calcio sarà un po’ più triste
da oggi e per l’eternità il tuo pendolino farà solo pronostici... celestiali
e magari al Padreterno che ti dirà...
chieda a S. Pietro...
tu risponderai...
Chiii???
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