Un amore oltre la vita...
Sandra Mondaini si è spenta il 21 settembre...ufficialmente...
perché in realtà era morta cinque mesi fa...il 15 di aprile...data della morte di Raimondo Vianello, suo unico compagno nella vita, sia pubblica che privata.

Tra e su di loro, mai una caduta di stile, un pettegolezzo...un gossip...come si dice adesso.

Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi le immagini del suo pianto, di quel suo chiamare il suo Raimondo il giorno dei funerali di lui...a tratti sommesso con un filo di voce...a tratti gridato con la eco del dolore che amplificava quel grido, che suonava quasi come un’accusa...perché hai voluto essere il primo, chi ti ha detto di lasciarmi qui sola!

Mi ricordo la loro intervista in occasione della morte di Mike Buongiorno...quasi una premonizione.
Lei aveva detto...Ha voluto andare avanti...aspettaci Mike...arriviamo presto...e così è stato.
Nessuno si aspettava che fosse Raimondo il primo ad andarsene, perché era lei ad apparire più sofferente nella malattia.
Invece quella notizia ha colpito tutti e il pensiero di tutti è andato a Sandra...tutti inconsciamente convinti che non avrebbe retto a lungo il distacco e forse, da quel 15 aprile, lei aspettava solo il 21 settembre.

Chi ha la mia età è praticamente cresciuto con loro, con i loro personaggi, le loro gag, le loro discussioni, le loro  infinite schermaglie, finte eppure così vere, perché il set era la loro vita, come la loro vita era il set e la finzione diventava realtà e viceversa, con quella cosa grande e rara in quel mondo e che si percepiva palpabile....il loro amore semplice e complice e proprio perché così semplice anche così vero.

Grande appassionato di calcio, lui aveva saputo parlarne con quel garbo quasi un po’ snob e pieno di intelligente ironia che tanto piaceva alla gente.
Con lui alla conduzione di Pressing, la trasmissione sportiva antenata di Controcampo, era come accomodarsi in salotto su una comoda poltrona e disquisire piacevolmente con un amico, in un mix di chiacchiere e risate.
Niente a che vedere con le urlate di oggi.
Forse il ricordo è ancora più dolce, perché allora quel Milan...vinceva sempre...vinceva tutto.

Sempre vicino alla sua Sandra, che prendeva in giro e fintamente sopportava, ma che nella realtà non poteva fare a meno di lei.
E’ stato anche presidente di una squadra di calcio a cui aveva dato il nome di SA.MO in onore della moglie.
E mi piace immaginare che lui, vedendola arrivare, con quella sua solita elegante e pacata ironia, le dica...ma come, sei già arrivata, sei già qui?
con lei che gli risponde... scalciando tra le nuvole...
che noia...che barba...che barba...che noia...la vita senza di te!

Sandra e Raimondo...un amore senza tempo...un amore oltre la vita

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