TUTTI un po’ CATALANI

La Catalogna non è solo una regione della Spagna, è una vera e propria comunità autonoma della Penisola Iberica, con grande ed orgoglioso senso di appartenenza da parte della popolazione.
Il suo capoluogo…BARCELLONA…una città che “vive”, nel vero senso della parola, sia di giorno che di notte.
Les Rambles, come vengono chiamate le sue strade in pura lingua catalana, vedono sfilare umanità di ogni genere…una vera città cosmopolita…e la sua rivalità con Madrid, la capitale ufficiale della Spagna, è storica ed inevitabile.
E questa rivalità si fa grande anche e soprattutto a livello calcistico.

Barcellona e Real Madrid vivono una competizione infinita.

Due squadre che molto hanno vinto e sempre di un livello superiore rispetto alle altre squadre del paese.
Quest’anno, se possibile, la rivalità si fa più accentuata, grazie, o per meglio dire, a causa dei rispettivi allenatori, distanti come stile, classe ed educazione.

I catalani sono guidati da Joseph Guardiola detto Pep, uno di casa, con lo sguardo da condottiero spagnolo e il fare da gentleman…il Real, invece, da quest’anno è allenato dall’arroganza fatta persona, quel Josè Mourinho, portoghese, autoproclamatosi Special One, che l’Italia tutta, ma soprattutto i milanisti tutti, hanno imparato a conoscere…e detestare, per la sua capacità di irridere l’avversario, caricare di tensione malevola ogni partita, cercare la polemica a tutti i costi, sia con i gesti che con le parole…insomma…ciò che di più antisportivo non si può.
Strano…stesso nome…ma personalità agli antipodi.

Non è dfficile, quindi, immaginare che nella serata della partita di tutte le partite per la Spagna, quel Barcellona Real Madrid che racchiude ogni tipo di rivalità, che esula per forza di cose dalla sola competizione calcistica, il pensiero di tutti…e non solo degli spagnoli…vada ai due sopra citati.
E’ una sfida nella sfida…anche perché da Madrid arrivano le solite stucchevoli, irriverenti ed irritanti dichiarazioni dello Special, che il gentleman catalano non raccoglie.

Lunedì 29 novembre …Stadio Camp Nou ore 21.00…non è solo la Spagna a sintonizzarsi e in Italia l’interesse è palese. Da una parte gli onestoni che si sentono orfani di Mou, unici a tifare Real e dall’altra tutti gli altri, rossoneri in testa…e non solo metaforicamente…a tifare Barca… per una dolce sottile agognata vendetta.
E  credo che nemmeno nelle più rosee previsioni ci si potesse immaginare lo spettacolo andato in onda e la nostra goduria era direttamente proporzionale ai gol segnati ed ai minuti giocati…minuti che vedevano un Real sempre più in balìa di un ottimo Barca, un Real sempre più nervoso nei suoi uomini chiave…ad immagine e somiglianza del loro mentore…un’immagine che noi rossoneri conosciamo bene…insomma sempre più un Real Inter, rissa finale inclusa.

Caro Mou…5 a 0 e tutti a casa…con tanto di umiliante manita spagnola da parte dei tifosi  blaugrana allo stadio…e idealmente da parte dei tanti tifosi rossoneri davanti alle tv…troppo bello vedere la sua faccia straffottente ed indisponente, con lo sguardo perso nel vuoto che sembra chiedersi… ma è vero?...e sembra dirsi…non è possibile!
E le dichiarazioni del post partita mi riportano alla mente Esopo e la sua famosa favola…
La volpe Mou guardando l’uva di Guardiola si convince che…tanto è acerba.

Caro Mou, tu resterai lo Special One, ma dalle 23.00 di  lunedì sera Guardiola è diventato lo Special Five.
E i tifosi milanisti si sono sentiti tutti un po’ catalani.
HOLA…GIMME 5!


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