27.01.2010

Il commento della 21^ giornata di Gianpiero Sabato

 

Nella domenica più attesa ed importante, l’Inter sfodera una prestazione eccellente e mette fine ai sogni di rimonta-scudetto dei cugini rossoneri. Il campionato è ancora lungo e se la parola scritta ieri è quella della fine lo scopriremo nel prossimo futuro (molto dipenderà anche dal recupero del Milan a Firenze), ma sta di fatto che la prova di forza dei nerazzurri, capaci in 10 uomini non solo di difendere il vantaggio ma anche di offendere in attacco, per ora lascia poche speranze a tutta la compagnia. Il Milan di Leonardo, per una sera old-style, fallisce l’esame di maturità, ma questo non deve creare drammi verso una squadra che sta comunque facendo benissimo.

Dello stop rossonero, in zona Champions, ne approfittano in molti, e così la bagarre sale. Di particolare rilievo il colpo della Roma sul campo di una Juve allo sbando, ma da sottolineare anche la continuità del Napoli (vincente a Livorno) e del baby-Palermo, che stronca una Fiorentina in difficoltà. Tornano a sorridere le genovesi (indicativo il risveglio in trasferta della Samp senza il giubilato Cassano), mentre prosegue imperterrita la marcia del solidissimo Cagliari. Fermato il Bari a Bologna, in caduta libera il Parma di Guidolin!

In zona calda stavolta a sorridere sono il Bologna ed il Catania. I felsinei raccolgono sette punti in una settimana, scavalcano un po’ di squadre in classifica, e si portano a più 4 dalla zona retrocessione. Il Catania di Mihajlovic disintegra quel che resta del Parma e si dimostra una delle squadre più in palla di quelle invischiate in coda. Di queste ormai fanno ufficialmente parte la Lazio e l’Udinese, incapaci di prendere il passo che, sulla carta, gli competerebbe.

La seconda sconfitta consecutiva getta nel caos il Livorno. Non solo si è azzerato il margine sulle inseguitrici tanto faticosamente costruito, ma c’è da registrare le dimissioni di Serse Cosmi per divergenze con la presidenza: la gestione del mercato (con la cessione di Candreva in primis) ha fatto saltare i nervi.

Una curiosità, infine, sulla classifica dei marcatori: dei primi otto in graduatoria hanno segnato contemporaneamente in sei (Di Natale, Milito, Barreto, Matri, Totti e Pazzini) ed uno ha fallito un rigore (Ronaldinho). Insomma, la sfida è caldissima anche lì.

 

 

Le pagelle di Massimo Fontana

 

DIDA 5,5 - Ci tiene a galla in quel primo quarto d'ora di passione nel quale rischiamo di prendere il gol per quattro volte. Al 20' della ripresa ci toglie tutte le speranze di raddrizzare la partita prendendo una rete evitabile.
 
ABATE 5 - Sulla valutazione pesa il grave errore commesso sul gol di Milito...avesse lasciato scorrere la palla, la stessa sarebbe andata verso l'esterno, invece rischia il tocco centrale che si trasforma in uno stop a seguire per l'argentino che non perdona e infila Dida con un diagonale sul secondo palo.
 
THIAGO SILVA 7 - Migliore in campo. A differenza di molti compagni gioca 90' con il giusto atteggiamento mentale. Solite chiusure in velocità e incursioni in avanti sui calci piazzati. Una sua conclusione provoca il rigore della speranza sprecato dal Dinho.
 
FAVALLI 5 - Con tutto il rispetto non può essere la prima alternativa ai titolari. Commette alcune ingenuità impensabili per un giocatore della sua esperienza. Su una di queste Maicon stramazza al suolo e Pandev chiude la gara su punizione.
 
ANTONINI 6,5 - Propositivo come sempre, anche se risulta poco preciso nei traversoni. Al 77', in una delle sue incursioni in avanti, incrocia Maicon, si schianta contro i cartelloni pubblicitari ed è costretto ad uscire.
 
JANKULOVSKY 5 - Entra al 77' per Antonini e conferma le grosse difficoltà nel ricoprire il ruolo di terzino. Offre un assist perfetto per Maicon che non ne approfitta.
 
GATTUSO 5,5 - Incrocia i tacchetti con Muntari e gioca una discreta partita in chiave agonistica anche se viene coinvolto nel disorientamento generale della squadra. Sostituito nell'intervallo.
 
SEEDORF 5 - Sostituisce Ringhio dal 1' della ripresa, sfiora il gol di testa nei primissimi minuti, poi contribuisce al lento e sterile possesso palla che caratterizza il secondo tempo.
 
PIRLO 5 - Deciso passo indietro del play bresciano rispetto alle ultime uscite. Male sui calci piazzati, nelle conclusioni e nelle verticalizzazioni.
 
AMBROSINI 6 - Ci mette la consueta voglia di lottare ma, poco alla volta, si adegua al clima partita rassegnato e poco determinato. Fà spazio ad Huntelaar a 10' dal 90'.
 
HUNTELAAR 6 - Entra solo all'80' a giochi praticamente fatti. Riesce ad andare alla conclusione una volta mettendo in difficoltà Julio Cesar.
 
BECKHAM 5 - Stranamente impreciso nei passaggi e prestazione piuttosto anonima. Anche l'atteggiamento agonistico è poco entusiasmante.
 
RONALDINHO 5 - Non solo per il rigore sbagliato che ci togli le residue speranze. Calcia in curva un comodo pallone dal limite a 5' dal 90' e, nel complesso, non si assume la responsabilità di trascinare la squadra.
 
BORRIELLO 6,5 - Gioca 80' da solo tra Lucio e Samuel riuscendo ad impensierirli più volte in acrobazia. Si propone come boa centrale conquistando palloni e offrendoli a conpagni in serata di scarsa vena in fase conclusiva.
 
LEONARDO 4 - Certamente non è colpa sua se i ragazzi commettoni troppi errori nei fondamentali...abbiamo tirato malissimo, siamo stati imprecisi nei passaggi, nei cross e nelle rare verticalizzazioni. Probabilmente va imputato all'allenatore l'atteggiamento mentale con il quale la squadra entra in campo. Nonostante l'Inter giochi in inferiorità numerica per ben 65' (più i 7' complessivi dei due recuperi) la squadra non riesce mai a dare la sensazione di avere l'uomo in più. L'inserimento di Seedorf all'inizio della ripresa, invece di una punta, ha intasato la trequarti avversaria dando vita ad un giropalla lento e senza sbocchi offensivi che ha consentito all'Inter di rimanere compatta e di ripartire in contropiede. L'ingresso di Inzaghi o Huntelaar ad inizio ripresa avrebbe probabilmente prodotto una maggiore pericolosità e sarebbe stato un segnale psicologico importante da parte di Leonardo nei confronti della squadra.

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